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La perseveranza paga per l’Italia

La perseveranza paga per l’Italia

La pazienza si è rilevata una virtù per l’Italia durante il Guinness Sei Nazioni del 2019, con i ragazzi di Conor O’Shea che hanno fatto passi da gigante sfruttando la calma e la perseveranza.

Potranno anche aver concluso al sesto posto in classifica, ma gli Azzurri hanno migliorato molto in una serie di aree durante la loro partecipazione al torneo più importante del mondo. Contro la Francia, l’Italia ha segnato la decima meta del torneo, raggiungendo quel punto per la terza volta da quando è entrato nel campionato nel 2000. Ma è stato il modo in cui è arrivato quel punteggio che risalta.

La meta di Tito Tebaldi contro i Bleus è stato la quarta del campionato che è arrivata dopo 11 o più fasi e c’è stata una notevole differenza nel numero di mete segnate al termine di azioni più lunghe e multi-fase quest’anno – cioè il 17% di tutte le mete segnate nel Guinness Sei Nazioni 2019 – rispetto al nove percento nel Campionato del 2018.

Nel frattempo, l’Italia ha anche subito 167 punti, il totale più basso dal 2013, mentre la loro differenza punti rispetto ad altre nazioni è diminuita di 23 punti rispetto allo scorso anno. Il successo dei set-pieces ha anche aiutato gli azzuri, con gli uomini di O’Shea che hanno vinto 57 delle loro 61 rimesse laterali, rubandone anche 13 dei loro avversari – il migliore score del campionato. Le statistiche, pubblicate da AWS, rivelano anche che l’Italia ha corso 723,7 metri nel quinto turno, tre volte più dei vincitori del Grande Slam, il Galles.

Contro la Francia, Tebaldi ha giocato più palle (113) e fatto passaggi più efficaci (89) rispetto a qualsiasi altro giocatore. Quindi, dopo un promettente 2019, guadagni apparentemente marginali potrebbero avere un impatto importante la prossima volta che gli azzurri affronteranno il campionato più grande del rugby.