Il momento decisivo arriva al 72', su un'azione orchestrata prima da Paolo Garbisi (calcetto all'ala) e Monty Ioane (che riceve e ricicla all'interno) e poi dal Guinness Player of the Match Tommaso Menoncello, che rompe due placcaggi e si trova in campo aperto con Leonardo Marin ed Alessandro Fusco al suo interno per il migliore dei tre contro uno.
Non serve nemmeno il sostegno esterno del mediano di mischia delle Zebre al centro subentrato dalla panchina. Leonardo Marin vola verso la meta del sorpasso che chiude la contesa sul 23-18.
Al tentativo numero trentatré la storia sorride finalmente all'Italia, dopo esserci andata vicinissima due anni fa sempre nella cornice dello Stadio Olimpico a Roma.
I successi nel torneo 2026 salgono ora a due in attesa di un Super Sabato che potrebbe scrivere pure una nuova pagina della palla ovale azzurra.
La partita è estremamente tattica ed equilibrata, giocata sul filo del rasoio e su nervi tesissimi da una parte e dall'altra, con l'Italia che assapora l'importanza del momento e l'Inghilterra reduce da due sconfitte pesanti contro Scozia ed Irlanda, costretta a non sbagliare ulteriormente.
Alla lunga la differenza la fanno dettagli e disciplina, oltre alla gestione della tensione nervosa.
L'Inghilterra perde nel riscaldamento Tom Curry, con Sam Underhill che subentra dal primo minuto, e a marcare per prima è l'Italia con Paolo Garbisi dalla piazzola, dopo almeno un paio di occasioni non sfruttate per andare a punti da parte ospite.
Si gioca molto sul piano tattico e sulla pressione, soprattutto nel gioco aereo e nel breakdown da parte inglese e sono proprio gli uomini in bianco a trovare la prima meta con Tommy Freeman.
Azione tutta made in Northampton. Finn Smith sfrutta l'abbrivio di un paio di affondi degli avanti nei ventidue, allarga su Alex Coles che salta l'uomo e va all'ala per la marcatura del centro dei Saints.
L'Italia reagisce con il suo "enfant prodige", il miglior giocatore del torneo di due anni fa, Tommaso Menoncello, che dal nulla esce dai blocchi al 35', trova il timing di inserimento perfetto sul passaggio all'altezza di Alessandro Garbisi per inserirsi nel varco lasciato da Underhill e Joe Heyes, volando oltre la prima linea di difesa e debordando poi su Elliot Daly per il 10-5.
Sarebbe anche il risultato con cui andare al riposo non fosse che i padroni di casa si lasciano ingolosire dal momento e sull'ultima mischia della frazione, Lorenzo Cannone decide di giocare il tutto per tutto, perdendo in avanti palla e consentendo ai britannici un ultimo assalto.
Fin Smith calcia all'ala per Tom Roebuck, bravo a liberarsi di Ioane e Menoncello e a marcare per il controsorpasso sugellato dalla trasformazione dell'apertura. 10-12 e squadre al riposo con qualche rammarico da parte azzurra.
La ripresa sembra aprirsi nel segno dell'Inghilterra. Capitan Maro Itoje litiga con Fin Smith ma decide di andare per i punti sicuri conquistando due calci piazzati, il secondo dei quali in superiorità numerica per fallo cinico sul mediano avversario Ben Spencer e conseguente cartellino giallo a Giacomo Nicotera.
Sul 10-18 si spegne, però, la luce inglese, con un XV della rosa apparso forse appagato e convinto di aver ormai oltrepassato la salita più dura.
Paolo Garbisi tiene a contatto i suoi per due volte e alla terza occasione, con cartellino giallo ad Itoje (fallo cinico) dopo quello precedente per Underhill (placcaggio alto) si fa ancora una volta ingolosire dalla possibilità di andare per il bersaglio grosso invece che tentare il sorpasso sul 19-18.
La touche azzurra conquista palla, ma il drive viene portato fuori da un'Inghilterra in doppia inferiorità numerica là davanti, in quello che sembra poter rischiare di diventare un vero momento da sliding doors nella partita.
L'Italia è, tuttavia, brava a mantenere i nervi saldi e a creare dal nulla nuove occasioni. Fino ad otto minuti dalla fine, fino al decisivo inserimento di Marin.
Sull'ultima occasione per gli ospiti ad immolarsi nel punto d'incontro è il leader by example per eccellenza, il capitano Michele Lamaro, che forza il "tenuto" e scoppia in lacrime sul terreno di gioco a trenta secondi dalla fine, consegnando alla storia una nuova, lunga notte magica.


