Resoconto della partita

VITTORIA E STORIA!

Esultanza Italia Irlanda
Doppietta di Vittoria - di nome e di fatto - Vecchini e mete di Fedrighi e Muzzo che regalano all'Italia il primo successo di sempre al femminile in terra irlandese.

Arriva in questo modo anche il primo successo nell'edizione 2024 del Guinness Women's Six Nations.

Partita che, in realtà, si mette subito in salita per le Azzurre. L'Irlanda esce dai blocchi all'attacco, insediandosi sin dai primi minuti nei ventidue ospiti. Silvia Turani riesce a forzare il tenuto, ma il calcio successivo a liberare l'area di Veronica Madia non trova la rimessa, consentendo alle ragazze di Scott Bemand di riproporre un nuovo attacco.

Calcetto all'ala per Katie Corrigan, ben letto da Vittoria Ostuni Minuzzi che annulla, portandosi però palla dentro la propria zona di meta.

Mischia irlandese e primo vantaggio, sfruttato nuovamente utilizzando il pacchetto delle avanti. Pallone allargato verso Eve Higgins, che prova a sua volta ad andare da Beibhinn Parsons, ma ancora Ostuni Minuzzi si inserisce nell'azione.

L'estremo del Valsugana lo fa, tuttavia, in maniera irregolare con una sola mano portando, dopo appena 7', Hollie Davidson a prendere la decisione della meta di punizione che manda avanti Sam Monaghan e compagne, e al conseguente cartellino giallo per in avanti volontario alla giocatrice numero 15 in maglia blu.

L'Irlanda gioca in maniera ordinata e decisa ed ha soprattutto in Aoife Wafer un'autentica spina nel fianco, sia in difesa che in attacco, mentre l'Italia va più a sprazzi, riuscendo tuttavia al 25' a sfruttare l'occasione migliore avuta sino a quel momento.

Calcio di punizione per fuorigioco della linea green, Beatrice Rigoni in touche ai cinque metri, prontamente conquistata da Giordana Duca, che mette subito in movimento il drive per varcare la terra promessa in spinta con la marcatura di Vittoria Vecchini (Player of the Match al termine della gara).

Rigoni non riesce a trovare una difficile trasformazione e la squadra di casa rimane avanti 7-5.

Poco dopo la mezz'ora le Azzurre provano il medesimo copione, ma stavolta la difesa irlandese regge l'avanzata in maul.

Capitan Sofia Stefan gioca allora vicina con Alyssa D'Incà e poi con la potenza fisica di Sara Tounesi, prima di ricevere a sua volta il riciclo da terra dell'atleta delle Sale Sharks.

Ruck successiva con riorganizzazione da parte delle avanti, senza mediano di mischia, e partenza assistita di Valeria Fedrighi, brava ad allungarsi quanto basta per toccare la linea ed effettuare il sorpasso.

Da quel momento è tutta un'altra Italia, che prende coraggio e va oltre break grazie ai punti al piede della trasformazione e di una punizione - tenuto evidenziato da Vecchini - di Rigoni, mentre l'Irlanda perde nel frattempo Lauren Delany per infortunio (con lunga interruzione di gioco per consentire i soccorsi del caso), mandando in campo Nicole Fowley, mentre la nazionale tricolore aveva in precedenza dovuto sostituire Silvia Turani e Francesca Sgorbini, rispettivamente con Gaia Maris e Beatrice Veronese.

Il primo tempo, davanti ad un pubblico record di oltre 6200 spettatori all'RDS di Dublino, termina, così, sul punteggio di 7-15.

La ripresa parte con il brivido per il team di Giovanni Raineri. Ilaria Arrighetti calcia in maniera maldestra innescando un pericolosissimo contrattacco irlandese, ma Corrigan viene portata fuori a pochi passi dalla linea di meta dal placcaggio decisivo di Madia.

Le padrone di casa, circa dieci minuti dopo, mandano nuovamente all'aria una nuova occasione, nata da rimessa laterale, con il bel passaggio al largo di Enya Breen verso Parsons.

L'ex enfant prodige e stella della nazionale seven avrebbe un'autostrada verso la bandierina davanti a sé, ma l'ovale le cade in avanti rendendo vano il tentativo.

E allora è l'Italia a capire di poter tornare a sfruttare il momento.

Azioni personali prima di D'Incà e poi di Ostuni Minuzzi e alla fine a sfondare è ancora Vittoria Vecchini per la doppietta personale che, nomen omen, inizia a sembrare quasi un presagio, anche perché Rigoni è fortunata a colpire il palo interno nella trasformazione.

Si entra nell'ultimo quarto con le Azzurre a doppia distanza di break, ma le ragazze dell'isola di smeraldo reagiscono con la maul che porta oltre Neve Jones mettendo il parziale sul 14-22.

L'Italia rimane comunque vivace e la partita si apre diventando ancora più frizzante e spettacolare.

Al 66' forse l'azione offensiva più bella dell'incontro, con Arrighetti che si fa perdonare l'ingenuità in avvio di secondo tempo trovando lo scarto giusto per arrivare ad un passo dal palo di sinistra.

Raggruppamento e formazione ospite che sfrutta al meglio il doppio playmaker: Emma Stevanin riceve e serve l'apertura Madia che allarga tutta su Aura Muzzo, la quale si fa trovare presente per la meta, che viene tuttavia annullata dalla revisione video con il TMO per l'ultimo passaggio in avanti della numero 10 del Grenoble.

I cinque punti e lo score dell'ala del Villorba sono pur sempre nell'aria e, infatti, arrivano al 70' con passaggio di Rigoni e Muzzo che resiste a Corrigan trovando la meta della sicurezza e del punto di bonus supplementare.

Nel finale, è proprio Corrigan ad intercettare un passaggio frustato di Rigoni e a volare per mantenere acceso un lumicino di speranza per l'Irlanda, grazie anche alla trasformazione di Dannah O'Brien.

C'è, nonostante il tempo agli sgoccioli, ancora tanto da soffrire, infatti, per l'Italia.

L'Irlanda sfrutta un calcio di punizione per andare nuovamente in rimessa laterale ai cinque metri e mettere in movimento il drive che arriva ad un passo.

Si inseriscono anche le trequarti da una parte e dall'altra, ma la diga azzurra regge. Le irlandesi provano allora a riorganizzare l'ultima folata offensiva, Rigoni riesce però nel turnover e Stefan consegna alla tribuna la palla del definitivo 21-27.

Dopo il successo dell'under 20 in Francia, le due vittorie e un pareggio per il miglior torneo di sempre al maschile, anche la nazionale femminile scrive una nuova pagina di storia per un Sei Nazioni che rimarrà negli annali del rugby italiano.