Un risultato che non capita tutti i giorni, contro una formazione che nel torneo Sei Nazioni femminile non perde da otto anni e giunta alla trentottesima vittoria consecutiva.
E, infatti, a fine partita sembra quasi esserci più soddisfazione nel camp italiano rispetto a quello inglese, nonostante le nove mete complessive marcate, quattro delle quali ad opera della Player of the Match Marlie Packer (foto principale), che quando vede azzurro si trasforma ulteriormente. Anche due anni fa la veterana fu protagonista e migliore in campo nel giorno del suo centesimo cap internazionale.
Con il poker odierno, la terza linea dei Saracens si porta a quota 7 e diventa la miglior marcatrice di mete del Championship 2026, mentre Zoe Harrison diventa la top scorer assoluta con 46 punti, mantenendo percentuali elevatissime al piede, nonostante il suo primo errore nel torneo alla piazzola, chiudendo comunque con uno strepitoso 8 su 9.
L'inizio di partita è tutto di marca inglese e le Red Roses trovano addirittura il bonus dopo nemmeno un quarto d'ora di gioco, grazie alle mete di Marlie Packer, terminale offensivo del calcetto all'ala di Harrison che scavalca Aura Muzzo, di Amy Cockayne, a sua volta autrice di una doppietta da maul, di Helena Rowland, brava a tuffarsi sul calcetto a seguire di Ellie Kildunne per festeggiare nel migliore dei modi la sua cinquantesima presenza in nazionale, e di Mia Venner, che finge di andare al largo e mette in moto la sua velocità.
E' in quest'ultima occasione che anche Harrison conferma di essere umana sporcando le sue percentuali perfette al piede, lasciando il punteggio sullo 0-26.
La reazione azzurra arriva con il drive dai cinque metri e porta oltre Vittoria Vecchini, con conferma che arriva dopo la revisione del TMO, che servirà poi anche al 25' quando su un passaggio allargato di Veronica Madia per Alyssa D'Incà, Kildunne interrompe l'azione con un in avanti volontario che porta al cartellino giallo e alla meta di punizione.
Nel mezzo la seconda marcatura di Cockayne, ancora con una maul devastante di oltre quindici metri che porta oltre la linea il pack ospite.
Nel finale di tempo arriva prima la doppietta di Marlie Packer (sempre con il drive) e poi la terza meta azzurra, con una pregevole giocata che prima manda dentro a caricare Alessandra Frangipani e poi è lesta Silvia Turani ad attaccare per linee dirette e a chiamare il due contro uno alla terza linea accorrente Alissa Ranuccini, che può volare sotto ai pali.
La prima frazione di gioco si chiude così sul punteggio di 19-40.
Nella ripresa l'Italia sembra tornare in campo con una nuova determinazione, ma è nuovamente l'Inghilterra a segnare e a ristabilire la distanza di sicurezza.
Prima con Abi Burton dopo una mischia incontenibile e poi con la tripletta di Marlie Packer, che sfrutta la giocata sull'asse Harrison-Venner e il riciclo da terra di quest'ultima.
Sul 19-54 le cose non possono che sorridere alla formazione guidata da John Mitchell, saldamente in cima alla graduatoria, ma al 56' arriva anche un motivo di gioia per le Azzurre, grazie alla quarta meta trovata dalla subentrata Francesca Sgorbini, che vale il punto di bonus offensivo, merce rara contro Meg Jones e compagne.
Dopo due cariche centrali con Turani e Maris, la miglior giocatrice del terzo turno vede il varco giusto per attaccare direttamente per vie centrali dalla ruck e correre fino alla meta del 26-54.
L'Inghilterra all'ora di gioca trova il poker di Marlie Packer, che sfonda su Giordano e D'Incà, ma l'ultima parola è ancora italiana e nuovamente con Francesca Sgorbini, abilissima a sbucare fuori dalla maul dopo touche ai cinque metri.
Finisce 33-61, in un pomeriggio di grande rugby internazionale a Parma, con oltre 4mila tifosi a godersi un totale di 14 mete.
L'Inghilterra volerà ora a Bordeaux per determinare la squadra vincitrice del Guinness Sei Nazioni femminile 2026 tra Red Roses e Francia, mentre una rinfrancata Italia farà visita al Galles all'Arms Park di Cardiff nel match che aprirà la Super Domenica di chiusura del Championship.


