Partita che inizia sotto un cielo plumbeo e minaccioso, con una leggera pioggerellina romana destinata a diventare acquazzone nel corso dell'incontro e con le squadre che giocano in maniera chiusa e tattica, con tanti calci di spostamento e un possesso che premia soprattutto la Scozia, le cui occasioni più ghiotte sono tuttavia sporcate da un ottimo Andrea Zambonin, capace di rubare in sequenza due touche offensive ospiti.
E allora a marcare per prima, al 7', è l'Italia, che proprio dalla rimessa laterale manda dentro gli avanti per una doppia carica centrale che assorbe avversari, creando il mismatch al largo che Nacho Brex sfrutta debordando prima e calciando a seguire poi, vedendo completamente sguarnita la seconda linea di difesa scozzese.
Il più veloce di tutti ad arrivare sull'ovale, ad arpionarlo e tuffarsi in meta sull'abbrivio è Louis Lynagh, che ripete così l'exploit di due anni fa con meta all'esordio all'Olimpico sempre contro il XV di Gregor Townsend.
Paolo Garbisi non sembra essere in giornata di grazia e la sua trasformazione colpisce il palo esterno alla destra lasciando il punteggio sul 5-0.
Score che è, comunque, destinato a cambiare poco dopo, al 14' e ancora in favore degli Azzurri, con un'altra bella azione costruita e con protagonista Lynagh.
Stavolta il figlio d'arte riesce a vincere la battaglia aerea con Tom Jordan sul calcio alto dalla base di Alessandro Fusco, consentendo ai padroni di casa un allargamento rapido per andare a trovare libero Tommaso Menoncello.
Il miglior giocatore del Guinness Sei Nazioni 2024 non si lascia sfuggire la ghiotta occasione marcando all'angolo con Garbisi che stavolta trova la giusta traiettoria per il 12-0.
La Scozia è costretta a reagire e verso la conclusione del primo quarto si insedia in maniera stabile nella metà campo italiana, con una serie di fasi continue, ma con una buona difesa da parte di Michele Lamaro e compagni.
A mancare agli uomini di Gonzalo Quesada è, però, la disciplina, con tre vantaggi consecutivi che il XV del cardo sfrutta con giocate ravvicinate del tallonatore Ewan Ashman, prima di trovare al 24' il varco giusto con l'australiano di origine Jack Dempsey, abile nello sgusciare oltre il placcaggio e allungarsi vicino ai pali, consentendo a Finn Russell una facile trasformazione per il 12-7.
Nel finale della prima frazione, l'Italia torna in attacco, a sua volta sfruttando alcuni falli degli avversari. Garbisi sbaglia un paio di drop, ma centra i pali a cinque dal termine per mettere oltre i break i suoi, mandando le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 15-7.
La ripresa inizia con condizioni climatiche ancor più proibitive e la Scozia che prova a mettersi in attacco ma che fallisce tre lanci in touche. Su uno di questi, recuperato da Zuliani, Garbisi calcia ma viene stoppato e la palla finisce in mano a Menoncello che dal nulla inventa un break da ventidue a ventidue, interrotto poi da un fallo in attacco nella pulizia in ruck.
I ritmi calano a causa del terreno pesante e ne risente pure lo spettacolo. Si gioca soprattutto sui piazzati con scambio di cortesie tra Russell (fuorigioco) e Garbisi (placcaggio alto di Ashman su Zuliani, costretto ad abbandonare momentaneamente il campo).
Al 54' la Scozia rimane pure in inferiorità numerica per un cartellino giallo comminato a George Turner per una pulizia non corretta in ruck.
I giocatori in maglia lilla riescono ad accorciare al 67' con il subentrato George Horne, che esce da solo da una maul ai cinque metri post touche in cui gli scozzesi avevano inserito quasi tutti gli elementi, trequarti compresi.
Il mediano di mischia vede il varco giusto puntando diretto alla bandierina per il 18-15 dopo l'errore dalla piazzola di Russell.
Il finale è una battaglia al piede e di nervi. La Scozia con un calcio di punizione risale il campo arrivando fino ai ventidue azzurri con un'azione da trenta fasi, ma alla fine, quando scocca l'84' l'Italia riesce con Niccolò Cannone e Federico Ruzza a tenere alto il pallone forzando il turnover.
Il fischio finale di Ben O'Keeffe decreta il decimo successo sugli highlanders. Simone Ferrari conquista il riconoscimento quale Guinness Player of the Match e gli Azzurri iniziano nel migliore dei modi la campagna 2026.


