A scavare il solco è la differenza di impatto nel primo tempo, chiuso dai padroni di casa in vantaggio 21-0 con una prestazione arrembante e convincente, mettendo poi il sigillo ad inizio ripresa conquistando il bonus offensivo e portandosi avanti di 31 punti con un drop monumentale di Dan Edwards.
La reazione di Michele Lamaro e compagni è tardiva e va a sbattere anche contro le revisioni video con due mete annullate.
La prima azione della partita è ospite con Lamaro che forza il turnover dando il via al contrattacco di Tommaso Menoncello, ma il tutto si conclude con un nulla di fatto.
L'Italia potrebbe pure marcare per prima al 12' ma Paolo Garbisi non è preciso dalla piazzola dopo un fuorigioco post in avanti gallese e due minuti più tardi sono i Dragoni a rispondere.
Touche conquistata all'interno dei ventidue ospiti e giocata che manda dentro a tutta velocità Aaron Wainwright - premiato al termine quale Guinness Player of the Match -, potente nello sfondare la difesa azzurra rompendo i placcaggi di Giacomo Nicotera e Lorenzo Cannone e a volare sotto ai pali, offrendo una trasformazione agevole a Dan Edwards.
L'Italia imposta il suo gioco in maniera tattica, con Alessandro Fusco che finta spesso i box kicks per poi andare da Garbisi e portare pressione con calci alti sul triangolo allargato, ma senza riuscire tuttavia a concretizzare.
Al 26', infatti, è il Galles di nuovo con Wainwright a raddoppiare. Touche ai cinque metri dopo fallo di Manuel Zuliani in ruck, presa bassa di Ben Carter, sacking azzurro del drive, ma Wainwright abile a fintare e ad inserirsi sotto le gambe di Louis Lynagh.
Tre minuti e il Galles fa tris. Calcio in profondità di Eddie James con Louis Rees-Zammit che porta pressione su Monty Ioane, calcio conquistato e nuova touche che stavolta innesca una dirompente maul portata oltre la linea dal capitano Dewi Lake.
L'Italia sembra frastornata ed incapace di reagire, accusa persino problemi di disciplina, faticando ad adattarsi al metro arbitrale dell'inglese di nascita francese Christophe Ridley con Michele Lamaro che spesso protesta a gran voce.
Nei dieci minuti in cui rimedia le mete, l'Italia subisce cinque calci di punizione contro consecutivi, perde anche due lanci in touche - altra cosa mai successa al miglior lanciatore del torneo, Giacomo Nicotera - e sbaglia una quantità incredibile di placcaggi, andando in maniera troppo morbida a contrasto degli attacchi gallesi e chiudendo la partita con un'efficacia complessiva del 77% e 30 errori nel fondamentale.
E la frazione di gioco potrebbe persino chiudersi peggio, con il tenuto di Rhys Carré su Lorenzo Pani che manda ancora in rimessa in attacco i padroni di casa, costretti però stavolta al turnover dal buon lavoro di Niccolò Cannone.
La ripresa non si apre con la sperata reazione azzurra, ma ancora nel segno degli uomini di Steve Tandy, che conquistano il bonus al 44' con un multifase che assorbe gli avversari e crea il varco giusto per Dan Edwards, autore prima della trasformazione che gli fa chiudere il torneo come miglior marcatore dei suoi e con un 100% di precisione dal tee e poi di un incredibile calcio di rimbalzo al centro dei pali al 48' dalla linea dei dieci metri. 31-0 e Italia non pervenuta a Cardiff.
La reazione arriva dalla panchina con Tommaso Di Bartolomeo che segna da drive post touche, con tanto di cartellino giallo ad Archie Griffin e trasformazione di Garbisi.
L'ultimo quarto è un monologo azzurro, ma imprecisione e sfortuna remano contro gli uomini di Quesada.
Nicotera, tornato in campo per consentire a Di Bartolomeo i controlli del protocollo HIA post trauma cranico, viene tenuto alto su un altro avanzamento da maul con Ellis Mee a sacrificarsi per la prima volta a salvare.
Al 66' ancora Menoncello, il migliore degli Azzurri ed ultimo ad arrendersi in campo, fa il break ma viene fermato da una francesina di Josh Adams, e Ioane poi portato fuori sulla successiva riproposizione.
Due minuti e ancora Menoncello si rende protagonista di un nuovo attacco che consente a Tommaso Allan di arrivare vicino alla meta. L'estremo del Perpignan si fa ingolosire dalla gloria personale invece che servire Lynagh vicino e viene fermato dai gallesi con un placcaggio efficace di Tomos Williams.
Sul cambio di fronte, però, dopo una serie di cariche, è Garbisi a trovare il canale giusto per inserire di nuovo Allan, che stavolta resiste a Williams e Mee e marca la seconda meta italiana.
Ci sarebbe spazio per la terza in bandierina ad opera di Ioane al 72', dopo una bella giocata sull'asse Varney-Menoncello e l'allargamento di Garbisi. Il grounding c'è ma il controllo al TMO denota l'uscita in touche un istante prima, grazie ancora al placcaggio di Mee.
A due minuti dalla fine, l'Italia si vede annullare pure una seconda meta, stavolta col subentrato Leonardo Marin che schiaccia prima della linea, ma nel finale, a rendere meno amaro il viaggio oltre Manica arriva la marcatura in bandierina di Garbisi su riciclo da terra di Lamaro.
Finisce 31-17, con il Galles che torna al successo nel Championship a tre anni di distanza e l'Italia che vede infrangersi i propri sogni di gloria.


