Wales v Italy - Women's Six Nations Rugby - 17 May 2026

Cardiff Arms ParkWales
FINITA
ArbitroMaggie Cogger-Orr
1°T19-17
WAL
WAL
24
vs
ITA
ITA
43
1°T19-17
0
Metri guadagnati
0
0
Turnover conquistato
0
0
Placcaggi effettuati
0

Highlights

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08:52

HIGHLIGHTS | Wales v Italy | A strong second half secures an important victory in Cardiff!

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Resoconto della partita

L'ITALIA CHIUDE AL MEGLIO

Le Azzurre vincono 24-43 in Galles e conquistano il secondo successo del Guinness Sei Nazioni femminile 2026

Prima le emozioni, quelle di una vittoria che torna in Galles a quattro anni di distanza e per salutare nel migliore dei modi un ottimo Championship e l'ultima in azzurro e nel rugby giocato di una guerriera di tante battaglie come Valeria Fedrighi.

Poi i meri numeri, che certificano se mai ce ne fosse bisogno, una netta superiorità arrivata in particolare nella ripresa:

- 7 le mete marcate dalle Azzurre;

- 20 il numero a cui sale in totale Vittoria Ostuni Minuzzi, che con la doppietta odierna raggiunge Manuela Furlan come miglior marcatrice di mete della storia del rugby femminile italiano;

- 27 i punti nel torneo di Alyssa D'Incà, top scorer azzurra e arrivata a sua volta a quota 19 mete: sarà un bel "duello" negli anni a venire tra le due trequarti;

- 13 i turnover complessivi conquistati oggi nel breakdown, di cui sono state regine assolute Elisa Giordano, autentico "polipo" - mai soprannome fu più meritato; Vittoria Vecchini e Francesca Sgorbini, coadiuvate adeguatamente dalle varie Sara Mannini e persino Beatrice Veronese nel finale;

- 26 i punti senza risposta che hanno scavato il solco con il Galles nella ripresa grazie alle mete di Francesca Sgorbini, Vittoria Ostuni Minuzzi, Veronica Madia e Alyssa D'Incà.

Questo per racchiudere in sintesi un pomeriggio di grande rugby ed emozioni nel match che ha dato il via alla Super Domenica che si completerà con la determinazione della regina tra Francia ed Inghilterra nella "finalissima" di Bordeaux.

Nemmeno il tempo di accomodarsi in tribuna all'Arms Park, alle spalle del Millenium o Principality Stadium che dir si voglia, che le Azzurre sono già in meta, con Ostuni Minuzzi che finalizza la bella giocata sull'asse Madia-Mannini, con Jasmine Joyce che sale male in difesa e consente all'estremo di debordare e andare oltre.

La risposta delle padrone di casa è affidata ad una delle migliori nella squadra di Sean Lynn, Courtney Keight, servita al largo da Lleucu George dopo un doppio salto per schiacciare in bandierina resistendo al disperato tentativo di placcaggio di nuovo di Ostuni Minuzzi.

Il primo tempo è una continua altalena di emozioni e punteggio.

L'Italia rimette la testa avanti al 13' con l'intercetto di Francesca Granzotto, che approfitta di un calcio mal portato da George e contratto da Sgorbini per volare fin sotto ai pali.

Il Galles risponde con il centro Cox che in prima fase buca Mannini e schiaccia, con qualche dubbio sul grounding non del tutto chiarito nemmeno dalla revisione video al TMO.

Le ospiti rimettono la testa avanti con una delle mete più spettacolari di questa edizione del Championship, chiara testimonianza della volontà di giocare il tutto per tutto delle Azzurre.

Pallone tenuto costantemente vivo dalla metà campo, pur passando per le mani delle avanti con Gaia Maris ed Alissa Ranuccini, fino ad arrivare a Michela Sillari che trova il break e offre ad Alyssa D'Incà il più classico dei due contro uno.

L'ala bellunese avrebbe la possibilità di servire all'interno Mannini per una corsa verosimilmente sotto l'acca, ma preferisce mantenere il possesso, debordando su George e riportando avanti l'Italia.

Nel finale, dopo tre mete dal triangolo allargato per le Azzurre e dei due centri per il Galles, arriva anche la prima meta di un'avanti, con Kelsey Jones a siglare il drive ai cinque metri e la trasformazione di Keira Bevan a portare le squadre al riposo con le ragazze in maglia rossa avanti 19-17.

La ripresa sembra aprirsi in favore di Beth Lewis e compagne, che nei primi minuti si mantengono saldamente nella metà campo italiano e con il possesso in proprio favore.

E', tuttavia, una mera chimera e non solo sarà l'Italia a marcare per prima, ma lo farà per quattro volte di seguito, con un parziale, come già detto, di 0-26 che determinerà gli esiti conclusivi del match, nonostante diversi minuti di inferiorità numerica.

La prima meta del secondo tempo è una risposta a quella subita nel finale di quello precedente, con il drive che porta oltre di forza Sgorbini, consentendo alle Azzurre di conquistare il quarto punto di bonus offensivo su cinque partite disputate (solo con la Francia alla prima non è arrivato, ndr).

Poi, è di nuovo Ostuni Minuzzi a prendersi la scena entrando nella storia con la sua ventesima meta internazionale, dopo un paio di cariche delle avanti e l'allargamento tra Mannini e Madia per l'inserimento da dietro con ottima linea della capitana del Valsugana.

Al 58' l'Italia perde per dieci minuti Granzotto - cartellino giallo per un placcaggio pericoloso -, ma non paga dazio, andando anzi prima vicina a marcare con Vittoria Vecchini, che perde palla in avanti nel tentativo di allungarsi sulla linea, e poi segnando con la Player of the Match Veronica Madia.

Ancora un'ottima giocata delle trequarti, con Mannini che manda dentro in chiusa a tutta velocità Michela Sillari, una che dalla freschezza con cui gioca non si direbbe essere prossima a diventare la quarta "centuriona" del rugby nazionale femminile (sono 98 al momento i suoi caps, ndr).

Il centro rimanda poi palla all'interno a Madia che sull'abbrivio arriva oltre.

In chiusura, l'Italia conclude trovando la ventiquattresima meta del suo torneo 2026 esattamente come era iniziato con D'Incà terminale offensivo del cross kick all'ala di Emma Stevanin, proprio come accaduto un mese e mezzo fa a Grenoble per Gaia Buso contro la Francia.

Un combattivo Galles conquista la meta della "bandiera" che vale per lo meno il terzo punto di bonus conquistato, grazie all'inserimento dell'estremo Kayleigh Powell sul calcetto morbido di George con vantaggio a favore, ma termina comunque il suo secondo torneo consecutivo senza vittorie e con annesso "cucchiaio di legno".

Finisce 24-43 e per l'Italia, alla seconda vittoria dopo quella sulla Scozia, è ancora una volta festa grande.